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| Foto by Stefano Tonacchera |
Quella sua gamba sinistra ormai funzionava solo da puntello. Qualcuno dice addirittura sia di legno: non ci credo. Se fosse vero gli mancherebbe giusto l'uncino per poter essere un vecchio pirata. I capelli incanutiti dal tempo e unticci gli ricadevano sul viso coprendo in parte il viso solcato dalle cicatrici che deformavano le labbra in un sorriso senza fine. Senza rendermene conto finivo per visitare il cimitero trattenendo il respiro, temendo che anche solo il mio sospiro fosse sufficiente a farlo crollare. Accartocciato tra ragni e siringhe sopravviveva in una vecchia capanna di legno marcio nella parte vecchia del cimitero, tra lapidi coperte di muschio ed erbacce.
Ogni volta pensavo sarebbe stato il prossimo, ad entrare a passo lento attraverso attraverso quell'infernale bocca sdentata.
Le aveva sotterrate tutte, le inquietudini e le paure in quella terra di nessuno. Ne avrebbe sotterrate altre. La sua pala arrugginita rimaneva in un angolo, divorata dal tempo. Non ne aveva bisogno. Le avrebbe sotterrate comunque, sotto cumuli di risate.

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